Le fantastiche avventure di Apina

C’era una volta una piccola Ape di nome Giuseppina, conosciuta da tutti come Apina. Apina, a differenza dei suoi simili, non andava in letargo d’inverno, e le piaceva vagare sui prati ghiacciati, osservando i bei paesaggi invernali.

Apina aveva una particolarità: quando si arrabbiava – e si arrabbiava spesso! - si infiammava, letteralmente! Infatti prendeva fuoco. Tutte le sue compagne api la prendevano in giro per le sue reazioni esagerate, e lei, triste, decise di partire alla ricerca di un posto dove poter essere felice. Così giunse nel paese di Scaropoli, dove tutti gli scarafaggi vivevano in armonia e senza deridere nessuno!

Apina si ambientò molto facilmente nella sua nuova abitazione, fino a quando non accadde un evento che sconvolse per sempre la pace degli scarafaggi. Un gruppo di alieni, appena atterrato sulla terra, invidiosi della quiete in cui vivevano gli scarafaggi, decisero di trasformarsi in lupi ed ipnotizzare tutti gli abitanti di Scaropoli.

Apina rimase illesa, e decise di rivolgersi alla suprema Libellumaga per salvare il suo nuovo paese. Libellumaga era una vecchia maga e le disse che l’unico modo per liberarsi degli alieni era conquistare la zampa di dinosauro, sapientemente nascosta nel Paese del Mare. In questo modo Apina sarebbe riuscita a salvare tutti gli scarafaggi, ma anche se stessa.

Me stessa? Si chiedeva Apina. Perché?

Con molti interrogativi in testa, Apina raggiunse il paese del mare e si trovò davanti a una porta-ragnatela, protetta da un codice segreto. Intravide la zampa di dinosauro. Così provò a indovinare il codice per aprire la porta, ma non ci riuscì e scattò l’allarme e la porta venne sigillate da mattoni rossi.

Apina non sapeva che fare, si ricordò che Libellumaga le aveva dato un walkie talkie per chiamarla in caso di aiuto. Allora chiamò Libellumaga che le mandò i rinforzi: Graffietto, Macigno e Cinque Dita. Graffietto era un grazioso e paffuto gatto con il corpo da uomo, mentre Macigno era un uomo che aveva il corpo di roccia. E, invece Cinque Dita era una vera e propria mano. I tre supereroi vennero in aiuto di Giuseppina. Graffietto con una zampata distrusse il codice che smise di suonare. Macigno grazie alla sua enorme forza spostò i mattoni e apparve la zampa di dinosauro che Cinque Dita attirò a sé con grande astuzia. Finalmente la zampa era in possesso di Apina che volò verso Scaropoli a salvare i suoi nuovi amici.

Apina ringraziò i tre supereroi che si dileguarono in un batter baleno ed era pronta a tornare indietro. Mostrò a tutti la zampa di dinosauro: i lupi ritornarono alieni e, spaventati, lasciarono il paese, mentre tutti gli scarafaggi ripresero coscienza e, grati ad Apina, la portarono in trionfo festeggiando per un’intera settimana.

Apina, felice, si era accorta di non essersi mai infuocata durante la sua missione, e scoprì che fare del bene non la faceva arrabbiare. Salutò gli amici scarafaggi e decise di tornare ad Apetropoli dalle sue api. Le perdonò quando la prendevano in giro ed era felice di stare con loro.